Meglio in pochi, ma puliti, oppure in tanti, ma sporchi?

Da qualche giorno è possibile per tutti i cittadini desiani dotati di pc o smartphone e di connessione internet verificare il curriculum e il certificato del casellario giudiziale di ogni candidato alla carica di Consigliere Comunale di Desio.


Infatti, la L. n. 3 del 9 gennaio 2019 impone di pubblicare sul sito internet del Comune almeno 7 giorni prima delle elezioni tali documenti e anche a ogni partito o formazione politica che partecipa alla competizione elettorale di aprire un proprio sito internet e pubblicare curriculum e certificato del casellario giudiziale di ogni candidato).


Se andiamo a cercare il sito internet di alcune forze politiche, però, è davvero arduo trovarlo. Si trovano le pagine facebook, ma spesso su tali pagine non esiste l’indicazione del sito della Lista o del Partito e a volte, quando esiste, rimanda a una pagina che non corrisponde.
Tanto meno si riesce a rinvenire il sito della lista desiderata digitandone il nome nei motori di ricerca.


E allora, dov’è la trasparenza richiesta?
In particolare a “fare acqua” sono le liste che supportano il candidato Sindaco Stefano Motta.
Di Forza Italia non è stato fornito alcun curriculum e, come si può verificare sul sito del Comune, ben quattro candidati hanno prodotto un certificato del casellario giudiziale dal quale risulta una fedina penale sporca (mentre una quinta candidata ha persino sbagliato documento).


Non si riesce a rinvenire un sito di nessuna delle tre liste a sostegno di Motta: non sembra esistere un sito internet di Forza Italia – sezione di Desio; l’indirizzo web di Desio Popolare segnalato sulla propria pagina facebook in realtà rimanda a una pagina non corrispondente; di SìAmo Desio sono leggibili i certificati del casellario sul sito del Comune, ma non è rinvenibile un sito internet della Lista.


Per fortuna che il Candidato Sindaco Stefano Motta aveva avuto il coraggio di scrivere in una lettera a ciascuno dei suoi candidati, non più tardi dello scorso 3 settembre, in piena campagna di raccolta firme e quindi a liste già fatte, che il ruolo di candidato “ha un’origine latina, perché “candida”, bianca, era la toga con cui apparivano in pubblico i cosiddetti concorrenti per una carica statale”.


Non contento, Motta suggeriva in quella lettera ai suoi candidati “di vivere questa esperienza con lo stesso candore. Che è pulizia, etica e morale naturalmente, ma anche innocenza e semplicità nei gesti, nelle parole, nello sguardo”.
Siamo sicuri che intendesse che lo deve essere anche nella loro fedina penale.


Ci chiediamo come il Candidato Sindaco Stefano Motta non si vergogni e non senta il bisogno di chiedere scusa ai cittadini desiani per avere fra i propri candidati persone che hanno riportato condanne penali definitive che, se anche non inficiano la possibilità di candidatura, rendono davvero poco credibile il Candidato e tutta la coalizione che lo supporta quando pontifica di legalità.


Davvero Desio, che negli ultimi 10 anni si è risollevata dall’inchiesta Infinito e si è riscattata della cattiva immagine che ne era stata data all’Italia intera, non può essere rappresentata da Amministratori che abbiano almeno la fedina penale pulita? Davvero non si possono trovare 25 Amministratori così (a prescindere dall’orientamento politico) su una Città di 41.000 abitanti?


Di tutte le altre liste e partiti sono visibili sul sito del Comune il certificato del casellario – e per fortuna in tali casi la fedina penale dei candidati alla carica di Consigliere Comunale risulta pulita – e il curriculum ma solo in pochi casi (oltre a Desio Viva, PD, La Sinistra Per Desio, Desio Libera e Lista Civica Per Desio) si riesce a rinvenire facilmente il sito e, all’interno di esso, certificato del casellario e curriculum dei candidati come richiesto dalla legge.

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